Alexei Volodin, sfolgorante al piano
Maggio 9, 2008
Giunto a Bologna per sostituire un concerto del piu’ famoso collega Murray Perahia, già rinviato un’altra volta, il trentunenne pianista Alexei Volodin ha dato sfoggio di un virtuosismo pari a quello dell’altro ormai notissimo pianista russo Evgeny Kissin, al quale è accomunato anche dalle senite acclamazioni del pubblico e, soprattutto, dal grande numero di bis concessi!
Prima con una sonata di Schubert, poi soprattutto con pezzi di Liszt, caratterizzati da un marcato pianismo, ha dato una notevole dimostrazione di padronanza del mezzo pianoforte, in un’esecuzione energica particolarmente sui toni alti della tastiera.
Verrà forse poi con gli anni il tempo per una maggiore introspezione e, purtroppo, pure per un appiattimento dinamico, come è parso a molti il senescente Radu Lupu esibitosi nello stesso Teatro Manzoni solamente 3 giorni fa … intanto godiamoci questo potente interprete, che ha un fittissimo calendario di concerti nel mondo intero, iniziati nel 1996, ed ha già collaborato con alcune delle piu’ importanti formazioni orchestrali internazionali.
Il terzo movimento del concerto per pianoforte ed orchestra n°3 di Beethoven
Mozart genio “compreso” da Pollini
Aprile 29, 2008
Domenica scorsa Maurizio Pollini ha presentato il suo nuovissimo cd, dedicato agli straordinari concerti per pianoforte e orchestra N. 12 KV 414 e N. 24 KV 491 di Wolfgang Amadeus Mozart, nella trasmissione televisiva Che tempo che fa , alla quale ha partecipato per la seconda volta, rompendo una riservatezza che durava da decenni.
Quello che è stato giustamente presentato da Fabio Fazio come il maggiore pianista contemporaneo continua così la sua navigazione dell’universo mozartiano, in carriera poco, ma sempre incisivamente, esplorato, mettendo in luce l’interna tensione, al di là dell’apparente tranquillità, delle sue composizioni, ad un anno e mezzo dalla pubblicazione dei concerti per pianoforte e orchestra N. 17 KV 453 e N. 21 KV 467 del grandissimo compositore salisburghese.
La Psichodelice di Meg
Aprile 18, 2008
Oggi viene pubblicato Psichodelice, il secondo album di Meg, di cui segnalo questa recensione - intervista.
Smessi i panni da comprimaria nei 99 Posse, l’artista napoletana ha lasciato emergere tutta la sua femminilità già nell’album di debutto che portava il suo stesso nome e che conteneva pezzi splendidi, purtroppo non molto valorizzati dai media, come Parole alate, che peraltro nulla hanno da invidiare alle Parole di burro di un’altra cantautrice, Carmen Consoli, però molto più pubblicizzata di Meg.
Apprezzo in particolare Meg per l’uso misurato ma incisivo dell’elettronica e la modulazione della voce, che sa usare con maestria, cosa ben diversa, a proposito ancora di altre cantanti, dall’estensione musicale che mi pare di solo un’ottava o due e le interpretazioni per me piatte di Fiorella Mannoia!
Voto alla cieca alle elezioni politiche 2008
Aprile 9, 2008
E così, a causa dello stizzito egoismo di Mastella, che invece di aspettare che la giustizia, che amministrava lui, facesse il suo corso, ha fatto cadere il governo Prodi, fregandosene bellamente del Paese, ci ritroviamo a votare per le elezioni politiche anticipate.
Intanto, in quella che, senza che sia cambiata la Costituzione, sembra già una Repubblica presidenziale, i contendenti sono dai media ridotti a 2, Veltroni e Berlusconi.
Gli altri sono stati senza pietà ricacciati nelle pagine interne dei quotidiani o nei ributtanti pastoni dei tg serali, in cui vengono ammassati senza filo logico flash di interventi di quelli che dovrebbero essere candidati con eguale dignità rispetto agli altri.
Quelli che vanno lasciati giustamente da parte sono secondo me coloro che cercano più che altro visibilità personale, come i nani della sinistra, i populisti che sfruttano la fama e i segni distintivi di altri, e i fascisti (visto che lo dicono pure loro espressamente che la loro storia ha sessant’anni).
In secondo luogo, proprio su Walter e Silvio, sento tante lamentele sul basso profilo della loro campagna elettorale e su un epico scontro finale fra i due.
Forse ciò avviene per sviare l’opinione pubblica dai duelli televisivi di cui si sente davvero la mancanza: quelli fra i leader di ciò che una volta era la sinistra, ovvero Bertinotti e Veltroni, e anche tra il capo di quello che una volta era il centro-destra, Berlusconi, ora slittato oggettivamente a destra, e chi si è stancato proprio di questo, cioè Casini.
Penso che più o meno, in barba ai sempre più sedicenti scientifici sondaggi, ognuno sappia se inclina a destra o a sinistra.
Ma allora come possiamo fare allora a sciogliere il nodo più difficile, cioè, per un elettore di sinistra, se votare Sinistra Arcobaleno o Partito Democratico, o, per un elettore di destra, se votare Casini o Berlusconi e Fini? … no anzi, solo Berlusconi, visto che Fini si è per me supinamente inglobato ed auto-annientato, disorientando non poco il suo elettorato, nella nuova creatura del Cavaliere (anche se non vedo dove nuova: il cambiamento dal vecchio Polo delle Libertà, a Casa della Libertà, a Popolo delle Libertà è infinitamente più statico rispetto alla triade PCI-PDS-DS uno degli slogan più ripetuti da Silvio).
Probabilmente il sistema che da anni, senza una reale opposizione, domina il Paese, ossia quello politici-gruppi di potere-giornalisti (contro i quali peraltro Beppe Grillo ha indetto per il 25 aprile una sacrosanta protesta) vuole introdurre tacitamente un nuovo sistema elettorale: il voto alla cieca!
Un’ultima cosa: come è possibile che il tema del riscaldamento globale e risparmio energetico, di cui tutto il mondo parla, proprio perchè riguarda il mondo stesso, e che la politica dovrebbe avere come priorità, non sia trattato mai con la giusta importanza dai candidati … o nell’Italietta in cui facciamo di tutto per trovarci dobbiamo forse dare maggior peso al cruciale problema, posto ricorrentemente da Bruno Vespa nella sua trasmissione televisiva, se gli alunni quando entra la maestra si alzano in piedi o no?
Sullo stesso tema: per chi votare nel week-end?
Il Bologna stravince il derby della via Emilia
Aprile 8, 2008
Sabato 5 aprile 2008 allo stadio Dall’Ara il Bologna è sceso in campo per il sempre sentitissimo derby calcistico della via Emilia contro la squadra del Modena.
In un crescendo che ne ha esaltato la tenacia psicologica e atletica, ha rifilato ben 4 gol ai canarini, orami confinati nelle parti basse … della classifica della serie B!
I marcatori rossoblu sono stati al 13’ pt Marazzina, al 44’ pt Valiani, al 9’ st Bucchi, con un’azione di scambi di palla precisissimi, e al 35’ st Bombardini, in un gol a porta vuota, annientata agevolmente la difesa modenese.
Il Modena si è mostrato oltremodo falloso, ragione per cui il centrocampista Gatti è stato addirittura espulso, e non ha mai mostrato una buona costruzione offensiva, riuscendo a segnare solo per una svista del bolognese Moras.
Ora la conquista della serie A sembra sempre più vicina, assieme ai saluti, almeno in campionato, al Modena, che rischia di trovarsi impantanata nella lotta contro la retrocessione in serie C.
Bologna-Modena 4-1
Ingmar Bergman continua ad illuminarci
Aprile 1, 2008
A pochi mesi dalla scomparsa, Milano ricorda in pompa magna Ingmar Bergman (1918-2007), genio eclettico e multiforme, che ha lasciato un patrimonio eclettico: 91 regie teatrali, 49 cinematografiche (43 lungo metraggi e 6 cortometraggi), 13 sceneggiature cinematografiche (dirette da altri registi), 16 regie televisive, 37 radiofoniche, 12 di opere liriche, una dozzina di libri, una serie di spot pubblicitari.
La lunga carriera del regista è oggetto di una grande manifestazione, Fårö su Bergman, il cui titolo è un giocoso riferimento al nome della sua isola prediletta, che spazia dalla mostra fotografica alla proiezione di film, alla presentazione di libri. La manifestazione dura dal 31 marzo al 22 aprile 2008.
Max Gazzè Tra l’aratro e la radio
Marzo 22, 2008
L’edizione 2008 del Festival di Sanremo è stata una sublime eccezione rispetto alle precedenti, dato che, fra i soliti ormai impresentabili dinosauri, ha dato l’opportunità di vedere in concorso una straordinaria cinquina formata da alcuni dei maggiori cantautori della nuova generazione, che sono effettivamente seguiti dagli amanti e i fruitori della buona musica, nonchè amati dalla critica, eforse i bassi ascolti delle serate televisive ne sono la controprova.I fantastici cinque sono i Tiromancino, la cui costruzione musicale è ormai definibile senza più indugi come erede di quella di Lucio Battisti, Frankie Hi-Nrg Mc, che pubblica un nuovo disco ogni lustro quando ha veramente qualcosa da dire, Sergio Cammariere, dalla bravura pianistica e dalla classe talmente evidenti che non servono altre parole, Tricarico, la cui canzone (Premio della Critica) contiene idee musicali e di contenuto con cui altri farebbero un album intero, e il grande Max Gazzè.
Max Gazzè en travesti al Dopofestival con Elio e le Storie Tese
Il cantautore romano ha pubblicato il suo sesto album di inediti, Tra l’aratro e la radio, peraltro non con una grande major, ma su etichetta OTR Live.
Il titolo si riferisce all’allontanamento dalla natura che induce, talvolta, a inseguire modelli di vita e comportamenti quotidiani lontani dalla nostra indole, che finiscono con impoverirci anziché arricchirci.
E’ veramente un attesissimo ritorno, dopo qualche anno di allontanamento dalle scene e di non grande successo discografico.
Max Gazzè, Marina Rei e Paola Turci a Sanremo 08 in Il solito sesso
Il solito sesso, il pezzo del Festival, è un gioiello in cui ogni frase del testo, come sempre del fratello Francesco Gazzè, è combinata perfettamente con la musica, nulla è fuori posto e tutto fila verso la logica conclusione della storia raccontata e così efficacemente rappresentata.
Il brano, da subito molto apprezzato sia dalla giuria del Festival che dalla critica in generale, è quanto di più raffinato ed anti-festivaliero non si sentiva da tempo, forse solo Replay di Samuele Bersani dell’edizione 2000 è paragonabile, ed è tutto giocato su insoliti accordi musicali e contiene, udite udite, ben sei cambi di tonalità!
Il solito sesso è, a pochi giorni dalla presentazione sanremese, al 2° posto dei singoli più scaricati su iTunes ed al 4° posto dei singoli più trasmessi dalle radio ed è, fra i brani di Sanremo 2008, il più trasmesso dalle radio in assoluto.
Max Gazzè in Il solito sesso, prima intervistato da Paola Maugeri, in Scalo 76
Max terrà ad aprile un tour promozionale, con esibizioni dal vivo, presso varie librerie “La Feltrinelli”, fra cui, il 12 aprile, in quella di Bologna, ed a maggio i concerti veri e propri in tutta Italia a cui non possiamo fare altro che intervenire numerosi!
Daniel Hope, al centro della nota
Marzo 19, 2008
Il 10 marzo si è esibito per la prima volta a Bologna il violinista Daniel Hope, uno dei più interessanti del panorama internazionale.
Il suo violino è sempre al centro della nota, non è mai incerto o cantilenante come quello di altri, ma disegna perfettamente la melodia.
Il violinista inglese ha mostrato un innato talento sin da giovanissimo ed ha collaborato in più di sessanta concerti con quel mito del violino che era Yehudi Menuhin.
Auf Flügeln des Gesanges di Mendelssohn
Alberto Sordi, l’italiano estremo
Febbraio 29, 2008
Il 25 febbraio di cinque anni fa se ne andava una delle figure più rappresentative ed amate da tutti gli italiani, il grande Alberto Sordi.
Per mezzo secolo, prima alla radio, poi in teatro e in maniera magnifica al cinema, ha accompagnato l’evolversi della società con caratterizzazioni sempre puntuali di tutti i vari tipi umani della nostra Italia.
Ma quello di Sordi non è solo stato un puro sfoggio di poliedricità, bensì una costante osservazione delle singole caratteristiche degli italiani, esasperate con lo strumento del grottesco, e concretizzate in personaggi spesso repellenti.
Per questo non sembra opportuno, come sottolineato dal regista e suo amico Mario Monicelli, classificare Albertone come rappresentante dell’”italiano medio”, in quanto ha creato una galleria di personaggi dalle devianze estreme rispetto a un italiano normale, proprio per dar corpo in ognuna di queste caratterizzazioni a un comportamento ed a un modo di essere da criticare; con questa opera di osservazione aderente ai mutamenti sociali, Sordi viene ad assumere la figura dell’autore e non del semplice attore.
Un aspetto poco noto di Albertone è quello di compositore di alcune canzoni, icastiche e divertenti, in cui con le note dà vita ad altre figure di italiani spesso ciniche.
L’elegante riso di Henri Salvador
Febbraio 26, 2008
Il 13 febbraio scorso Henri Salvador ha terminato il suo canto vellutato ed ironico al tempo stesso, morendo a Parigi all’età di 90 anni, dopo una decina d’anni in cui era tornato alla ribalta con nuovi cd, di melodie più raffinate che in passato, un po’ come in Italia ha fatto e sta facendo Adriano Celentano.
Così come il Molleggiato, anche Salvador ha avuto un esordio scoppiettante, ed anche in Italia, paese dove spesso ci si acontenta delle esibizioni clownesche dei cantanti, è ricordato soprattutto per le sue bizzarre mimiche facciali e gestuali.
Jardin d’hiver
Peccato che, fra i già pochi mezzi di informazione italiani che hanno dato risalto alla notizia, non si sia stato detto a sufficienza che, oltre all’innegabile ironia, il grande cantante francese era appunto una delle più dolci e intime voci del panorama internazionale.
La sua grande carica umoristica è evidente in questa partecipazione alla trasmissione televisiva Che tempo che fa.
I funerali, nella centrale chiesa parigina della Madeleine, hanno visto le più grandi personalità della cultura francese mischiati a tanta gente comune, tutti ad onorare uno chansonnier atipico, distante dall’atteggiamento di molti cantanti d’oltralpe eccessivamente serioso e “piacionesco”, quelli messi alla berlina da Gigi Proietti nel suo classico sketch “Nun me romp’er ca…”:
Gigi Proietti sbeffeggia i cantanti francesi seriosi, così diversi da Salvador





