Dino Risi, un’antiretorica commedia all’italiana
Giugno 10, 2008
Nel giorno del mio 30° compleanno, mi piace ricordare il grande regista Dino Risi, scomparso sabato a 91anni.
Chiudendo la mia personale epoca di ventenne, non posso che pensare all’affresco dell’epoca del cosiddetto Boom, che Risi ha puntellato di mille personaggi, solo fintamente grotteschi, dato che spesso i caratteri degli italiani erano e sono ben più marcatamente ridicoli e repellenti di molte figure della cosiddetta “commedia all’italiana” che Risi ha in pratica inventato assieme, dall’altra parte, al cinema di Mario Monicelli.
A far grande Risi basterebbe solo la grande innovazione di concludere tragicamente, per di più con la morte del protagonista positivo, il film Il sorpasso, unico road-movie italiano, con Vittorio Gassman, attore in ben 15 film di Risi.
L’altro grande film è Una vita difficile, a detta di molti la più bella prova d’attore di Alberto Sordi, dalla Resistenza al decennio successivo, in cui Risi già intravvedeva i germi di una società che stava diventando sempre più cinica e disumana.
Le tipologie disumane di Risi sono poi compendiate nel film I Mostri, carrellata di venti ministorie interpretate da Vittorio Gassman ed Ugo Tognazzi, difetti rintarcciabili, eccome, ancora, se non più, al giorno d’oggi nei comportamenti degli italiani.
Poi è da ricordare Profumo di donna, dove Gassman interpreta magistralmente un non vedente cattivo solo in apparenza ed aldilà di ogni retorica, che ha avuto notevoli riconoscimenti internazionali e che è stato poi rifatto da Al Pacino in Scient of a woman.
Altri grandi film di Risi sono La marcia su Roma, Il segno di Venere, misconosciuto fino a qualche anno fa, Il giovedì, con Walter Chiari in un modernissimo ruolo di padre separato, Tolgo il disturbo, col mio Gassman preferito, ossia quello anziano e riflessivo.
Risi aveva in gioventù fatto diversi cortometraggi, tra cui Barboni spicca per l’attenzione al sociale.
La cifra distintiva di Risi è secondo me proprio questa acuta capacità di osservazione della realtà italiana, ma senza quella retorica, quell’ideologia finto-rivoluzionaria e predicatrice che ha e sta infestando tanto altro cinema italiano e che fa del regista milanese una figura di lucido e solitario indagatore dell’Italia dalla ferrea coerenza, senza piegarsi all’imperante buonismo.

CIAO. Buon compleanno in stra-ritardo…
Purtroppo si va sempre di corsa e te sei bravissimo a riuscire ad aggiornare sempre il tuo blog… io sono secoli che non metto niente. Ieri sera ho messo l’elenco degli ultimi libri che ho letto ma non ho ancora avuto il tempo di riportare un pò di riassunto e un breve commento… io e il mondo andiamo con 2 ritmi diversi… a volte vorrei gridare “fermate tutto, io voglio scendere, non è la vita o meglio non è il ritmo di vita che ho scelto, non ci sto più!!”. Non so se ti capita mai.
Complimenti per il blog e la sensibilità ocn cui hai salutato Risi.
A presto!!
Barbara
Grazie molte Barbara, i trent’anni rappresentano un passo che fa riflettere sulla vita passata e futura …
Anch’io ho a volte la percezione del “doppio binario” fra lo scorrere del mio tempo e di quello del mondo intorno … forse il principio della relatività opera anche sotto questo aspetto …
A meno di voler diventare anacoreti, bisogna però adeguarsi ai ritmi della poco meditata vita attuale!