Il 20 ottobre 2008 Michael Walzer è stato insignito della laurea ad honorem dalla Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Ecco il filmato dell’intera cerimonia:

http://tv.unimore.it/index.php?option=com_content&task=view&id=181&Itemid=2

Qui sotto un’introduzione al pensiero del grande filosofo liberal:

DEMOCRAZIA PLURALISTICA E SOCIETÀ GLOBALE IN MICHAEL WALZER di Piero Venturelli

Ecco un’ imperdibile rassegna di chicche, dopo il ritorno in pompa magna di Berlusconi, sempre ispirato su quest’argomento, in seguito alle elezioni politiche: le brutte figure e le dichiarazioni, poi smentite, dei e dai politici, questi eterni incompresi… e poi, parafrasando Totò, dicono che uno si butta…nell’antipolitica!

ELEZIONI: BERLUSCONI, TOTTI SOSTIENE RUTELLI? NON CI STA CON LA TESTA

10/4/2008 (Adnkronos) – Silvio Berlusconi lascia il Colosseo dopo la manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Pdl e si concede il consueto bagno di folla. A un militante che gli chiede se ha visto il manifesto di Francesco Totti che sostiene Francesco Rutelli nella corsa al Campidoglio, il Cavaliere replica: “Beh e’ un bel furbo… Cosi’ avra’ tutta l’antipatia degli altri. Quando uno non ci sta con la testa, non ci sta”, rimarca il leader del Pdl.
ELEZIONI: BERLUSCONI, DI TOTTI HO SOLO DETTO CHE NON E’ FORTE DI TESTA

15/4/2008 (Adnkronos) – “Su Totti non ho mai detto quello che e’ apparso sulla stampa, era solo una battutta ad un ragazzo romanista. Ho detto che avevo simpatia per lui e che Totti non e’ cosi’ forte di testa. Una battuta spiritosa. Lui e’ fortissimo in altre cose ma di testa non ricordo meravigliosi gol segnati”. Silvio Berlusconi, a ‘Radio anch’io’, e’ tornato cosi’ sulla vicenda della battuta su Totti che ha animato lo scorcio finale della campagna elettorale.

GOVERNO: BERLUSCONI, ZAPATERO HA FATTO UN ESECUTIVO TROPPO ROSA

15/4/2008 (Apcom) – Riguardo la presenza femminile nella compagine ministeriale, per Berlusconi “Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c’è una prevalenza di uomini”. E’ quanto ha spiegato il leader del Pdl ai microfoni di Radio Montecarlo nel corso di una intervista a Alfonso Signorini, aggiungendo: “Nove donne! Se l’è cercata lui! Gli costerà dominarle”.

GOVERNO: BERLUSCONI, APPREZZO LE DONNE DEL GOVERNO ZAPATERO

16/4/2008 (Corriere della Sera) – Nel tardo pomeriggio arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia…». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell’essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».

Berlusconi mitraBerlusconi mima il gesto della fucilazione contro una giornalista russa che ha posto una domanda scomoda a Putin, capo di una Russia dove dal 1992 al 2007 hanno perso la vita 218 giornalisti in circostanze misteriose.

RIFORME: BOSSI, SE SINISTRA VUOLE SCONTRO PRONTI TRECENTOMILA UOMINI

29/4/2008 (Adnkronos) – ‘Non so cosa vuole la sinistra – dice ai giornalisti al suo arrivo a Montecitorio – noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi”. Il senatur si augura che la sinistra scelga la via delle riforme – ”non come l’altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale”, dice -, ma se così non fosse ricorda che ”i fucili sono sempre caldi”. Il leader della Lega spera in realtà che ”democraticamente si possa riformare il paese”, ma ‘’se la sinistra scende in piazza – ribadisce – non abbiamo paura”.
Sulla composizione del nuovo esecutivo, Bossi ha le idee abbastanze chiare. Quasi sicuro della sua nomina a ministro delle Riforme- ”Penso di sì” risponde ai cronisti – ricorda al Cavaliere che ‘’si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini”. Una frase, quest’ultima, smentita poco dopo dallo stesso senatur. Il leader del Carroccio spiega di avere fiducia in Berlusconi. ”Se non fossi stato fiducioso avrei preteso i ministri prima del voto dei presidenti di Camera e Senato quando aveva il coltello dalla parte del manico. Dopo il voto il coltello torna nelle mani di Berlusconi ma io ho fiducia in lui e comunque noi abbiamo il coltello dei numeri”.
CAMERA: FINI, MINACCE A LIBERTA’ DA RELATIVISMO CULTURALE

30/4/2008 (Adnkronos) – Per il neo presidente della Camera Gianfranco Fini le insidie alla liberta’ non vengono dalle “ideologie antidemocratiche del secolo scorso” bensi’ “dalla errata convinzione che liberta’ significhi pienezza di diritti e assenza di doveri e finanche di regole”. Nel suo discorso di insediamento Fini sottolinea che “la liberta’ e’ minacciata nello stesso momento in cui, come sta avvenendo per alcune questioni, nel suo nome si teorizza la presunta impossibilita’ di definire cio’ che e’ giusto e cio’ che non lo e’”.
RAGAZZO UCCISO DA NAZISKIN: FINI, PIU’ GRAVI CONTESTAZIONI DELLA SINISTRA

5/5/2008 (La Repubblica) – Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro Israele alla Fiera del Libro di Torino “sono molto più gravi” di quanto accaduto a Verona, dove un gruppo di ragazzi di estrema destra ha aggredito e picchiato mortalmente Nicola Tommasoli, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi – afferma il Presidente della Camera- “sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l’aggressione di Verona non c’è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.

Berlusconi: immigrazione clandestina non sara’ reato, ma un’aggravante
3/6/2008 (Rainews24) – “Il Parlamento e’ sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a proposito delle critiche all’ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina. “Personalmente – ha aggiunto Berlusconi – penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Secondo il premier “non c’è stato un monito Onu, ma una dichiarazione smentita circa un giudizio negativo su qualcosa che e’ ancora in divenire e che il Parlamento sovrano deve ancora decidere”. Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche dello stop imposto dal governo tedesco sull’ipotesi di un ingresso dell’Italia nel “5+1″, il gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania, che conduce i negoziati sul nucleare iraniano, “non è una mia preoccupazione”. “Non è una questione che mi pongo alzandomi la mattina”, ha detto Berlusconi aggiungendo che “se c’è da dare una mano la daremo” fermo restando che una esclusione dell’Italia “non è una mia preoccupazione”. “Con il presidente Sarkozy abbiamo parlato anche di Alitalia. Sono chiare a tutti le motivazioni per le quali si sono dovuti interrompere i rapporti con Air France: come condizione necessaria Af poneva la riduzione dei lavoratori e su questo i sindacati hanno preso posizione. Inoltre, le condizioni poste da Af e non corrispondevano all’interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera”. “Per il futuro Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un’ottima soluzione”.
Immigrazione, Berlusconi: ”Nessuna marcia indietro”

4/6/2008 (Adnkronos) – “Sul reato di clandestinità non ho fatto nessuna marcia indietro. Ho espresso una mia opinione personale che avevo già espresso nell’ambito del Consiglio dei ministri e proprio per un mio intervento questa norma che era prevista nel decreto legge è stata inserita invece nel disegno di legge e sottoposta al vaglio del Parlamento anche per un approfondimento sulla sua concreta fattibilità”. Silvio Berlusconi (nella foto), durante la conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak torna sulle sue parole di ieri che hanno creato malcontento nella Lega.
“La norma – ha aggiunto il premier – è stata volutamente scritta in forma generica e sarà sottoposta all’approfondimento del Parlamento, come era nella mia volontà di presidente del Consiglio, che ne ha discusso con gli alleati, che ha firmato il disegno di legge. Quindi non c’è stata nessuna marcia indietro, dispiace che si continui in questa moda di fare un caso da ciò che caso non è, mettendo da parte l’opera importante che il governo sta facendo”.
Quanto al merito del provvedimento Berlusconi ha poi sottolineato che è ”un fatto che non ha nessuna concretezza” immaginare che se arrivano mille clandestini in un giorno si possano processare e mettere in carcere. E tornando alle sue affermazioni di ieri il premier ha stigmatizzato il fatto che ”alcuni giornali abbiano con assoluta malafede” parlato di marcia indietro sul reato di clandestinità.
Quindi il premier ha sottolineato come la soluzione dei problemi legati all’immigrazione possa passare anche attraverso la costruzione di scuole nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo, “per cui possono esserci dei cittadini di questi Paesi che vengono in Italia con una loro già consolidata preparazione professionale” soprattutto in quei settori dove manca “un apporto del lavoro di cittadini italiani”.
Berlusconi ha ricordato che “nei cinque anni di governo precedente ho stabilito relazioni di amicizia con i presidenti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Abbiamo tutta una serie di incontri per riprendere questi contatti”. E sempre riferendosi al problema dell’immigrazione e ai Paesi che danno origine al fenomeno, Berlusconi ha sottolineato la necessità di “insegnare” a queste nazioni a tirar fuori “il talento imprenditoriale portatore dell’aumento del benessere”.

E così, a causa dello stizzito egoismo di Mastella, che invece di aspettare che la giustizia, che amministrava lui, facesse il suo corso, ha fatto cadere il governo Prodi, fregandosene bellamente del Paese, ci ritroviamo a votare per le elezioni politiche anticipate.

Intanto, in quella che, senza che sia cambiata la Costituzione, sembra già una Repubblica presidenziale, i contendenti sono dai media ridotti a 2, Veltroni e Berlusconi.

Gli altri sono stati senza pietà ricacciati nelle pagine interne dei quotidiani o nei ributtanti pastoni dei tg serali, in cui vengono ammassati senza filo logico flash di interventi di quelli che dovrebbero essere candidati con eguale dignità rispetto agli altri.

Quelli che vanno lasciati giustamente da parte sono secondo me coloro che cercano più che altro visibilità personale, come i nani della sinistra, i populisti che sfruttano la fama e i segni distintivi di altri, e i fascisti (visto che lo dicono pure loro espressamente che la loro storia ha sessant’anni).

In secondo luogo, proprio su Walter e Silvio, sento tante lamentele sul basso profilo della loro campagna elettorale e su un epico scontro finale fra i due.

Forse ciò avviene per sviare l’opinione pubblica dai duelli televisivi di cui si sente davvero la mancanza: quelli fra i leader di ciò che una volta era la sinistra, ovvero Bertinotti e Veltroni, e anche tra il capo di quello che una volta era il centro-destra, Berlusconi, ora slittato oggettivamente a destra, e chi si è stancato proprio di questo, cioè Casini.

Penso che più o meno, in barba ai sempre più sedicenti scientifici sondaggi, ognuno sappia se inclina a destra o a sinistra.

Ma allora come possiamo fare allora a sciogliere il nodo più difficile, cioè, per un elettore di sinistra, se votare Sinistra Arcobaleno o Partito Democratico, o, per un elettore di destra, se votare Casini o Berlusconi e Fini? … no anzi, solo Berlusconi, visto che Fini si è per me supinamente inglobato ed auto-annientato, disorientando non poco il suo elettorato, nella nuova creatura del Cavaliere (anche se non vedo dove nuova: il cambiamento dal vecchio Polo delle Libertà, a Casa della Libertà, a Popolo delle Libertà è infinitamente più statico rispetto alla triade PCI-PDS-DS uno degli slogan più ripetuti da Silvio).

Probabilmente il sistema che da anni, senza una reale opposizione, domina il Paese, ossia quello politici-gruppi di potere-giornalisti (contro i quali peraltro Beppe Grillo ha indetto per il 25 aprile una sacrosanta protesta) vuole introdurre tacitamente un nuovo sistema elettorale: il voto alla cieca!

Un’ultima cosa: come è possibile che il tema del riscaldamento globale e risparmio energetico, di cui tutto il mondo parla, proprio perchè riguarda il mondo stesso, e che la politica dovrebbe avere come priorità, non sia trattato mai con la giusta importanza dai candidati … o nell’Italietta in cui facciamo di tutto per trovarci dobbiamo forse dare maggior peso al cruciale problema, posto ricorrentemente da Bruno Vespa nella sua trasmissione televisiva, se gli alunni quando entra la maestra si alzano in piedi o no?

Sullo stesso tema: per chi votare nel week-end?

Clemente Mastella

Clemente Mastella, che ha fatto ricredere chi pensava che, dopo Roberto Castelli, il posto di capo del Ministero della Giustizia non avrebbe potuto avere un inquilino più alieno dal diritto, nella home page del suo blog, dalla abissale differenza (negativa) rispetto a quello di Grillo, che invece è uno degli indirizzi più visitati e veramente comunicativi al mondo, pone una regola basilare per gli interventi dei commentatori: l’educazione.

Peccato che poi lui stesso apostrofa Beppe Grillo, che con la sua irruente discesa in piazza (Maggiore!) e il lancio delle liste ispirate al suo blog è da più di un mese al centro del dibattito politico, come delinquente, cosa che, senza una sentenza sottostante, è già di per sè un reato:

http://clementemastella.blogspot.com/2007/09/grillo-un-delinquente-senza-cuore.html

Che bassa concezione che Mastella dimostra avere della Giustizia, e pensare che ne è Ministro!

D’altronde, ciò è in linea con quanto mostrato da una recente inchiesta del programma televisivo Le Iene, in cui si vedeva che il Nostro, alla domenica, apre le porte della sua fastosa magione per ricevere i compaesani questuanti raccomandazioni.

Molti italiani hanno già dimostrato la loro avversione per il Guardasigilli, altro che politico della “pacca sulla spalla” come una volta l’aveva chiamato l’altro famoso “equivicino a tutti”, sulla base della strategia appresa direttamente dal suo mentore Giulio Andreotti, ovvero Bruno Vespa … Mastella invece non sembra essere altro che un esponente in piena regola di quella vecchia politica italiana che ci eravamo illusi essere finita con Tangentopoli, ben 15 anni fa.

Il bello è che sedere da vari lustri a Montecitorio rappresenta un vanto per lui, tanto che ha dato pure una festa nella sua mega-villa in occasione dei 20 anni in Parlamento, che però, nel suo caso, non fa altro che ricordare a tutti noi il suo attaccamento alla poltrona … come se essere nel novero dei parlamentari, o, come si dice in questi mesi, della casta, fosse un punto di arrivo da celebrare di per sè, al di là di ciò che si è fatto di giusto o sbagliato per la collettività, o non si è fatto quasi nulla, come tanti sostengono sia il caso del buon Clemente.

Spesso, quando gli si fa una domanda, Mastella non fa che sgranare gli occhi, eludendone sostanzialmente una puntuale risposta o, peggio, se ne va, con arroganza, come ha fatto in una puntata della trasmissione televisiva di Michele Santoro, che gli ha giustamente rinfacciato la cosa.

Sarebbe meglio se, invece di fare la vittima, come nell’ultimo mese, per le inchieste giornalistiche e le indignazioni sorte spontaneamente dal popolo, soprattutto di quella parte che ha votato Ulivo, l’uomo più famoso di Ceppaloni dispiegasse in un confronto civile, anche con chi lo critica, l’educazione di cui parla.

Harem Berlusconi

Il Family Day del maggio scorso ha avuto come simpatico prologo questa omai famosa copertina in cui il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi tiene per mano due gentili donzelle nella sua villa in Sardegna; ma sono tantissimi i capi di partito plurifamigliati: basti pensare a Pierferdinando Casini e poi al suo compagno di partito recentemente beccato in giro di prostituzione … e anche nel centro-sinistra queste incoerenze non mancano, di cui, senza voler essere bacchettoni, il caso Sircana è il più clamoroso.

Penso che tutti i neo-teo-dem-con con le loro prediche sul diritto naturale interpretato dalla bocca della CEI abbiano veramente stancato e si stiano rendendo ridicoli.

I leader di partito ancora di più, fanno il panegirico della famiglia monogamica adagiati sulle candide poltrone di Vespa, poi sono più libertini di Hugh Hefner!

E poi, che credibilità hanno “virili” cantori della famiglia tradizionale come Volontè e Rotondi probabilmente in contrasto con la loro vera identità (almeno a guardare le loro facce) o come possono parlare dello stesso la Prestigiacomo o la Santanchè, con le loro vaste frequentazioni mondane?

La cosa peggiore è che questi cattolici d’accatto vanno a braccetto anche con altre ben più tristi compagnie, per esempio Totò Cuffaro, presidente della regione Sicilia, pluriaccusato di associazione mafiosa che si permise di attaccare in tv un mito come Giovanni Falcone … quando si dice l’attacccamento alla Famigghia…!

Falcone e Cuffaro al Maurizio Costanzo Show del 1991

 

Itali(ett)a.it

Settembre 3, 2007

Su Il Sole 24 Ore del 23 febbraio 2007 il grande fotografo Oliviero Toscani prendeva giusta posizione nei confronti del neonato (morto) portale turistico italia.it: “È l’ennesima occasione mancata per il Paese, una operazione mal riuscita e gestita da incompetenti, un piccolo marchietto che rispecchia perfettamente l’Italia di oggi, presuntuosa e poco consistente … Le agenzie tendono sempre ad accontentare i loro clienti e questo pregiudica la creatività. Mi chiedo poi quale sensibilità estetica abbiano politici come Rutelli o Prodi. Questo mi pare un marchio che punta al compromesso. La ricerca ossessiva del consenso crea mediocrità. Questo marchio comunica solo banalità.

Su Note a margine dello stesso giorno il sempre ottimo Nicola Brillo faceva notare che il portale è costato la cifra record di 45milioni di euro (21 milioni vanno alle Regioni per i contenuti, 4 per il content centralizzato, 7,8 per la piattaforma). Inoltre, i filmati introduttivi fanno parte del “Web-meno-uno” … i concorrenti degli altri paesi, come il portale turistico della Spagna, offrono più servizi e meno fronzoli.

In effetti di questo portale non se ne sentiva assolutamente il bisogno; è un ibrido fra arte e moda che fa solamente confusione di piani, dove Piero della Francesca sta accanto a Rocco Barocco e che non rende certo giustizia alla complessità della cultura italiana.

E’ un sito patinato, per donnette, ricettacolo del superfluo, che si trasformerà in un clamoroso autogol, anzi, visto il Ministro della Cultura è Rutelli, in una … Palombella!