In questi giorni esce il nuovo album della band islandese Sigur Ros, da una decina d’anni fra le maggiori di musica elettronica, intitolato Med sud i eyrum vid spilum endalaust, che più o meno significa: “con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito”.

Come i Coldplay, loro compagni di etichetta EMI, i Sigur Ros hanno messo in streaming  gratuito il singolo di promozione all’album, Gobbledigook, dalla durata standard di tre minuti, insolita per musicisti che hanno pubbicato concept album con pressochè tutti i brani superiori ai 10 minuti di durata, rinverdendo le composizioni ariose alla Pink Floyd degli anni ’70.

Appena uscito, questo cd rappresenta già uno dei principali eventi musicali del 2008 per il genere  in questione,  proprio assieme a quello dei Coldplay e le 3 date italiane del tour hanno i posti già quasi esauriti.

Dino Risi ci lascia un cinema puntellato da mille personaggi, solo fintamente grotteschi, dato che spesso i caratteri dei veri italiani erano e sono ben più marcatamente ridicoli e repellenti rispetto a molte figure della cosiddetta “commedia all’italiana”.

 

A fare di Risi un gigante basterebbe solamente la grande innovazione di concludere tragicamente, per di più con la morte del protagonista positivo, il film Il sorpasso, primo road-movie italiano, con il grande Vittorio Gassman, attore in ben 15 film del maestro milanese.

 

L’altro grande film è Una vita difficile, a detta di molti la più bella prova d’attore di Alberto Sordi, una storia che va dalla Resistenza al Boom, in cui Risi metteva in luce i germi di una società che stava diventando sempre più cinica e arrivista.

 

Le tipologie “disumane” di Risi sono poi compendiate nel film I mostri, carrellata di venti mini-storie interpretate da Vittorio Gassman ed Ugo Tognazzi, una miscellanea di difetti rintracciabili ancora, se non più, nei comportamenti degli italiani del giorno d’oggi.

 

Altri grandi film del cineasta milanese sono Il giovedì, con Walter Chiari in un modernissimo ruolo di padre separato, e Profumo di donna, dove Gassman interpreta magistralmente un non vedente solo in apparenza cattivo.

 

E’ da ricordare che Risi aveva in gioventù girato diversi cortometraggi, tra cui Barboni, che spicca per l’attenzione al sociale.

 

La cifra distintiva di Dino Risi era proprio questa acuta capacità di osservazione della realtà italiana, ma senza quella retorica, quell’ideologia finto-rivoluzionaria e predicatrice che ha infestato tanto altro cinema italiano e che faceva del regista milanese una figura di lucido e solitario indagatore dell’Italia dalla ferrea coerenza, che non si è piegato all’imperante buonismo.

 

 

Ecco un’ imperdibile rassegna di chicche, dopo il ritorno in pompa magna di Berlusconi, sempre ispirato su quest’argomento, in seguito alle elezioni politiche: le brutte figure e le dichiarazioni, poi smentite, dei e dai politici, questi eterni incompresi… e poi, parafrasando Totò, dicono che uno si butta…nell’antipolitica!

ELEZIONI: BERLUSCONI, TOTTI SOSTIENE RUTELLI? NON CI STA CON LA TESTA

10/4/2008 (Adnkronos) – Silvio Berlusconi lascia il Colosseo dopo la manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Pdl e si concede il consueto bagno di folla. A un militante che gli chiede se ha visto il manifesto di Francesco Totti che sostiene Francesco Rutelli nella corsa al Campidoglio, il Cavaliere replica: “Beh e’ un bel furbo… Cosi’ avra’ tutta l’antipatia degli altri. Quando uno non ci sta con la testa, non ci sta”, rimarca il leader del Pdl.
ELEZIONI: BERLUSCONI, DI TOTTI HO SOLO DETTO CHE NON E’ FORTE DI TESTA

15/4/2008 (Adnkronos) – “Su Totti non ho mai detto quello che e’ apparso sulla stampa, era solo una battutta ad un ragazzo romanista. Ho detto che avevo simpatia per lui e che Totti non e’ cosi’ forte di testa. Una battuta spiritosa. Lui e’ fortissimo in altre cose ma di testa non ricordo meravigliosi gol segnati”. Silvio Berlusconi, a ‘Radio anch’io’, e’ tornato cosi’ sulla vicenda della battuta su Totti che ha animato lo scorcio finale della campagna elettorale.

GOVERNO: BERLUSCONI, ZAPATERO HA FATTO UN ESECUTIVO TROPPO ROSA

15/4/2008 (Apcom) – Riguardo la presenza femminile nella compagine ministeriale, per Berlusconi “Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c’è una prevalenza di uomini”. E’ quanto ha spiegato il leader del Pdl ai microfoni di Radio Montecarlo nel corso di una intervista a Alfonso Signorini, aggiungendo: “Nove donne! Se l’è cercata lui! Gli costerà dominarle”.

GOVERNO: BERLUSCONI, APPREZZO LE DONNE DEL GOVERNO ZAPATERO

16/4/2008 (Corriere della Sera) – Nel tardo pomeriggio arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia…». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell’essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».

Berlusconi mitraBerlusconi mima il gesto della fucilazione contro una giornalista russa che ha posto una domanda scomoda a Putin, capo di una Russia dove dal 1992 al 2007 hanno perso la vita 218 giornalisti in circostanze misteriose.

RIFORME: BOSSI, SE SINISTRA VUOLE SCONTRO PRONTI TRECENTOMILA UOMINI

29/4/2008 (Adnkronos) – ‘Non so cosa vuole la sinistra – dice ai giornalisti al suo arrivo a Montecitorio – noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi”. Il senatur si augura che la sinistra scelga la via delle riforme – ”non come l’altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale”, dice -, ma se così non fosse ricorda che ”i fucili sono sempre caldi”. Il leader della Lega spera in realtà che ”democraticamente si possa riformare il paese”, ma ”se la sinistra scende in piazza – ribadisce – non abbiamo paura”.
Sulla composizione del nuovo esecutivo, Bossi ha le idee abbastanze chiare. Quasi sicuro della sua nomina a ministro delle Riforme- ”Penso di sì” risponde ai cronisti – ricorda al Cavaliere che ”si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini”. Una frase, quest’ultima, smentita poco dopo dallo stesso senatur. Il leader del Carroccio spiega di avere fiducia in Berlusconi. ”Se non fossi stato fiducioso avrei preteso i ministri prima del voto dei presidenti di Camera e Senato quando aveva il coltello dalla parte del manico. Dopo il voto il coltello torna nelle mani di Berlusconi ma io ho fiducia in lui e comunque noi abbiamo il coltello dei numeri”.
CAMERA: FINI, MINACCE A LIBERTA’ DA RELATIVISMO CULTURALE

30/4/2008 (Adnkronos) – Per il neo presidente della Camera Gianfranco Fini le insidie alla liberta’ non vengono dalle “ideologie antidemocratiche del secolo scorso” bensi’ “dalla errata convinzione che liberta’ significhi pienezza di diritti e assenza di doveri e finanche di regole”. Nel suo discorso di insediamento Fini sottolinea che “la liberta’ e’ minacciata nello stesso momento in cui, come sta avvenendo per alcune questioni, nel suo nome si teorizza la presunta impossibilita’ di definire cio’ che e’ giusto e cio’ che non lo e'”.
RAGAZZO UCCISO DA NAZISKIN: FINI, PIU’ GRAVI CONTESTAZIONI DELLA SINISTRA

5/5/2008 (La Repubblica) – Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro Israele alla Fiera del Libro di Torino “sono molto più gravi” di quanto accaduto a Verona, dove un gruppo di ragazzi di estrema destra ha aggredito e picchiato mortalmente Nicola Tommasoli, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi – afferma il Presidente della Camera- “sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l’aggressione di Verona non c’è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.

Berlusconi: immigrazione clandestina non sara’ reato, ma un’aggravante
3/6/2008 (Rainews24) – “Il Parlamento e’ sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a proposito delle critiche all’ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina. “Personalmente – ha aggiunto Berlusconi – penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Secondo il premier “non c’è stato un monito Onu, ma una dichiarazione smentita circa un giudizio negativo su qualcosa che e’ ancora in divenire e che il Parlamento sovrano deve ancora decidere”. Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche dello stop imposto dal governo tedesco sull’ipotesi di un ingresso dell’Italia nel “5+1”, il gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania, che conduce i negoziati sul nucleare iraniano, “non è una mia preoccupazione”. “Non è una questione che mi pongo alzandomi la mattina”, ha detto Berlusconi aggiungendo che “se c’è da dare una mano la daremo” fermo restando che una esclusione dell’Italia “non è una mia preoccupazione”. “Con il presidente Sarkozy abbiamo parlato anche di Alitalia. Sono chiare a tutti le motivazioni per le quali si sono dovuti interrompere i rapporti con Air France: come condizione necessaria Af poneva la riduzione dei lavoratori e su questo i sindacati hanno preso posizione. Inoltre, le condizioni poste da Af e non corrispondevano all’interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera”. “Per il futuro Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un’ottima soluzione”.
Immigrazione, Berlusconi: ”Nessuna marcia indietro”

4/6/2008 (Adnkronos) – “Sul reato di clandestinità non ho fatto nessuna marcia indietro. Ho espresso una mia opinione personale che avevo già espresso nell’ambito del Consiglio dei ministri e proprio per un mio intervento questa norma che era prevista nel decreto legge è stata inserita invece nel disegno di legge e sottoposta al vaglio del Parlamento anche per un approfondimento sulla sua concreta fattibilità”. Silvio Berlusconi (nella foto), durante la conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak torna sulle sue parole di ieri che hanno creato malcontento nella Lega.
“La norma – ha aggiunto il premier – è stata volutamente scritta in forma generica e sarà sottoposta all’approfondimento del Parlamento, come era nella mia volontà di presidente del Consiglio, che ne ha discusso con gli alleati, che ha firmato il disegno di legge. Quindi non c’è stata nessuna marcia indietro, dispiace che si continui in questa moda di fare un caso da ciò che caso non è, mettendo da parte l’opera importante che il governo sta facendo”.
Quanto al merito del provvedimento Berlusconi ha poi sottolineato che è ”un fatto che non ha nessuna concretezza” immaginare che se arrivano mille clandestini in un giorno si possano processare e mettere in carcere. E tornando alle sue affermazioni di ieri il premier ha stigmatizzato il fatto che ”alcuni giornali abbiano con assoluta malafede” parlato di marcia indietro sul reato di clandestinità.
Quindi il premier ha sottolineato come la soluzione dei problemi legati all’immigrazione possa passare anche attraverso la costruzione di scuole nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo, “per cui possono esserci dei cittadini di questi Paesi che vengono in Italia con una loro già consolidata preparazione professionale” soprattutto in quei settori dove manca “un apporto del lavoro di cittadini italiani”.
Berlusconi ha ricordato che “nei cinque anni di governo precedente ho stabilito relazioni di amicizia con i presidenti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Abbiamo tutta una serie di incontri per riprendere questi contatti”. E sempre riferendosi al problema dell’immigrazione e ai Paesi che danno origine al fenomeno, Berlusconi ha sottolineato la necessità di “insegnare” a queste nazioni a tirar fuori “il talento imprenditoriale portatore dell’aumento del benessere”.

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