Il fenomeno dei Giochi giamaicano Usain Bolt vince i 100 metri stabilendo il record del mondo in 9.69 secondi

Usain Bolt stabilisce in nuovo record del mondo sui 100 metri in 9 secondi e 69 centesimi

Anche quest’anno, nel caldo del periodo ferragostano, mi sono immerso, come ogni quattro anni, nella visione dei Giochi olimpici in televisione.

Usain Bolt nell’atletica leggera e Michael Phelps nel nuoto si sono esibiti in prestazioni che saranno ricordate a grandi lettere nella storia soprtiva.

I canali dedicati interamente all’evento della Rai, ossia Raidue e RaiSportPiù, hanno però come al solito fatto notare vistose sbavature.

Su tutte, il non aver mandato in onda, nè in diretta nè in differita, la gara di cross country di equitazione, da sempre uno degli eventi olimpici più spettacolari e che non si vedrà spesso nei quattro anni successivi visto che le normali competizioni di quitazione non sono in pratica seguite.

Poi quelli che dovevano essere programmi riassuntivi del meglio delle singole giornate si sono risolti in blandi talk show di 2 ore o più in cui i filmati delle gare più esaltanti non coprivano più di mezz’ora; il resto, tutte chiacchiere e inutili sentimentalismi, con troppo spazio alle sole discipline in cui gareggiavano italiani.

A proposito, dei vincitori olimpici italiani 2 su tutti hanno stupito per la ristrettezza in cui le loro discipline sono costrette a sopravvivere quotidianamente e il grande risultato raggiunto a Pechino da loro: Andrea Minguzzi nella lotta e Alex Swazer nella marcia.

Magnifici e già memorabili per esempio sportività, gli argenti dell’inossidabile Josefa Idem nella canoa e della squadra di arcieri.

Fra gli azzurri hanno deluso, oltre al troppo pompato Andrew Howe nel salto, uscito prima della finale, Igor Cassina alla sbarra nella ginnastica e le ginnaste artistiche e quelle ritmiche.

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