La mia recensione di “Nessuno si salva da solo” (2015) di Sergio Castellitto

24 agosto 2015

— LA MIA RECENSIONE DI “NESSUNO SI SALVA DA SOLO” (2015) DI SERGIO CASTELLITTO —

nessuno si salva da solo

   Nuovo tandem post-cartaceo Mazzantini-Castellitto (regia-sceneggiatura) lungo i tornanti di una coppia ormai separata, ripercorsi attraverso flashback – ed altrettanti multiformi indulgenti amplessi – nel corso di una cena già dall’inizio prevedibilmente sulfurea.

   Uno scrittore inconsistente ridotto alla tv (Scamarcio) ed una nutrizionista essa stessa anoressico-bulimica (Trinca) decostruiscono in un nevrotico duello il matrimonio e la genitorialità.

   Presente il consueto corredo di conflitti di lui con il padre residuato sessantottino (Bonetti) e di lei con la madre vedova allegra (Galiena), con annessi citazionismi letterari (inquadrature fintamente svogliate di libri classici).

   Fra uno Scamarcio scanzonato ai limiti della commedia di costume alla Verdone ed una Trinca sempre più psicopatologicamente “lauramorantiana” appare la comprimaria Marina Rocco, dall’erotismo bambinesco della benignesca Braschi.

  Il pop colto di Sigur Rós, Waits e Cohen sfocia nel cammeo di un sacerdotale Vecchioni e nell’ennesimo (Il nome del figlio, ecc.) Dalla redentore.

    IRREDIMIBILE      
   

   Lorenzo Costanzini

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